“Al di là del sentiero”, l’omaggio al Prof. Stelvio Sbardella

Oggi 23 Marzo 2026, a dieci anni dalla scomparsa, pubblico alcuni estratti video degli interventi che si sono susseguiti il 6 giugno 2025, nella Biblioteca “G. Carducci” di Palazzo Mauri a Spoleto, per “Al di là del sentiero”, l’omaggio al Prof. Stelvio Sbardella.

Una biografia del Prof. Stelvio Sbardella scritta da Jacopo Marocco e letta dallo scrittore folignate Franco Bosi:

Un ricordo commosso di Gianpaolo Giacomini, amico di infanzia del Prof. Stelvio Sbardella:

“Al di là del sentiero dei pioppi” di Stelvio Sbardella. Un estratto letto da Antonietta De Santis:

Danilo Chiodetti legge la poesia “Ode a lu paese mia” di Stelvio Sbardella:

“‘NGILINETTA MIA” poesia dialettale di Stelvio Sbardella letta da Franco Ventura e Maria Luisa Bocci:

“LU JIAMPECONE” poesia dialettale letta da Sandro Bocci ed Elvira Berzolari:

“Tomassino” poesia dialettale di Stelvio Sbardella letta da Franco Ventura:

“Emigrante” poesia dialettale di Stelvio Sbardella letta da Antonietta De Santis:

Un ricordo di Stelvio Sbardella scritto dalla sorella Giuseppina Maria e letto da Maria Lucia Fabi:

Il ricordo della Prof.ssa Elena Laureti (presidente del Centro studi Frezzi di Foligno) sull’esperienza teatrale avuta con il Prof. Stelvio Sbardella nel 2009 grazie alla riduzione del poema Quadriregio di Federico Frezzi (1345-1416):

Il ricordo di Danilo Chiodetti della commedia “LU TESORU DE MAMMA NUNZIA” di Stelvio Sbardella:

Lettura della poesia “Filiciola” di Stelvio Sbardella a cura di Maria Lucia Fabi:

Saluti e ringraziamenti a termine di “Al di là del sentiero”, l’omaggio al Prof. Stelvio Sbardella:

Un sentito ringraziamento a Danilo Chiodetti, Sandro Bocci, Elvira Berzolari, Antonietta De Santis, Franco Ventura, Maria Luisa Bocci, Maria Lucia Fabi, Giuseppina Maria Sbardella, Proff.ssa Elena Laureti, Franco Bosi, Carla Cesarini (Biblioteca G. Carducci) e Adrio Feliziani per il materiale fornito.

Stelvio Sbardella nasce il 21 marzo 1950 a Perchia, frazione del Comune di Spoleto. Cresce a Baiano e si laurea a pieni voti in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma. Insegna in diversi istituti superiori tra Nord Italia, Foligno, Spoleto, Giano dell’Umbria e Assisi.

Scrive poesie in dialetto spoletino, tra cui le raccolte “Lu gallu feta” e “‘Na parlata che non more mae”, e commedie dialettali come “Ammene”, “Lu tesoru de mamma Nunzia”, “Semo tutti commendato’”, “Boccaccio mia”, “La Viocca” (quasi tutte inscenate anche al Teatro Gian Carlo Menotti di Spoleto) e l’ultima, “Ugo per sempre”, messa in scena nel 2016 per la regia di Antonietta De Santis.

Sbardella si cimenta con successo nella stesura di romanzi in lingua italiana, tra cui il romanzo per ragazzi “Al di là del sentiero dei pioppi”, “Il pianeta di Oca Oca”, “La trilogia Celestino V, il papa eremita”, “L’amore tagliato: storia di Eloisa e Abelardo” e “San Benedetto da Norcia”. Negli anni novanta scrive “La notte in tasca” e “Non t’amo più Charlot”, seguiti da un saggio sulla vita e le opere di San Bernardino da Siena. 

Nel 2011 pubblica la sua ultima opera, “Agra vita migrante”, sulla vita degli emigranti degli anni Sessanta.

Collabora con la Quintana di Foligno: ricordiamo, tra gli altri, lo spettacolo teatrale “Convivio d’Amore e d’Inquintana” scritto e messo in scena per il rione Croce Bianca nel 2007 e riproposto nel 2015. 

Nel 2009, insieme alla professoressa Elena Laureti, inscena a teatro la riduzione del poema Quadriregio di Federico Frezzi. Collabora con l’UNIFOL e a varie iniziative culturali e rievocazioni storiche di numerosi Comuni dell’Umbria, come La fuga del Bove a Montefalco o il Palio di San Bernardino e la Mostra Mercato del Tartufo a Valtopina.

Un male terribile, combattuto con coraggio, lo porta via il 23 marzo 2016. 

Resta del professor Stelvio Sbardella un’enorme eredità culturale da custodire e divulgare, ma soprattutto il ricordo indelebile e prezioso che ogni persona che l’ha conosciuto porta dentro di sé.

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