Il manuale del contorsionista – Craig Clevenger

Il-manuale-del-contorsionista-craig-clevenger“Quando si è innamorati, il cervello secerne delle endorfine che entrano in circolo. La morfina organica cola da una ghiandola ed entra nel cranio: fa lo stesso effetto di uno sballo da oppio a bassa intensità. C’è chi confonde le due cose, lo sballo e l’amore. Crediamo di essere innamorati di una persona, e invece siamo innamorati di una siringa. La pelle come seta, i capelli, gli occhi, la risata, il sorriso, gli impulsi, la fiducia, le confidenze, le curve, il profumo, tutto bene: ma è sempre una siringa. Sei flippato e incastrato, e ben presto arriva il momento in cui ne vuoi sempre di più: matrimonio, carriera, mutuo, bambini, Continua a leggere

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Alla gastronomia serviamo cuori sbrindellati, fiori di zucca fritti e i maglioni lunghi dei nostri padri

Alla gastonomia serviamo cuori sbrindellati, fiori di zucca fritti e i maglioni lunghi dei nostri padri - di Jacopo Marocco, Foto di Fedrico Carnevale Ad ogni modo, in qualche modo, ci stiamo parlando. La telepatia è ancora in garanzia.

I proventi dello spaccio internazionale di bidet ci hanno mantenuto. Per un po’.

Sbircerò nella tua vita, ma lo farò da dietro le dita della mano, come quando da piccolo guardavo i film di paura.

Il tuo interesse per le mie colazioni scarse. Il Rio Argento ora è di piombo.

Su Tripadvisor ho lasciato scritto che sono stato molto bene, davvero.

Il silenzio negli ospedali di notte, per non dar noia alla Morte. L’indecisione come decreto legge. La tua invidia per i capelli rossi.

Quello dei Nobraino si crede stocazzo. Ma un po’ tutti del resto. La Scozia ora invidia la tua indipendenza. Come ti trovi a Spoleto Est? C’est Camille.

Un giorno abbiamo smesso di progettare e Continua a leggere

Un cocomero in pieno autunno

Foto Federico Carnevale_Un cocomero in pieno invernoM’era arrivato il suo messaggio poco dopo pranzo. Diceva – I miei vanno da una mia zia che sta molto male, staranno fuori almeno tre ore, ti va di venire a casa mia? Risposi d’impulso – Sì, il tempo di arrivare -, e pensai a tre cose. Pensai che se i miei fossero stati meno fobici e mi avessero fatto un cazzo di scooter invece di un abbonamento per il bus, sarei arrivato a casa di Ilenia prima. Pensai che molto probabilmente quel pomeriggio avrei perso la verginità, io, ma anche lei, perché era da tanto che aspettavamo che quei martufi dei suoi genitori che non sloggiavano mai, se ne andassero almeno per qualche ora. Pensai inoltre che avrei fatto bene a prendere quel preservativo che c’avevano dato all’uscita di scuola certi volontari di non ricordo cosa, e che tenevo nascosto nel cassetto del comodino come una reliquia.
Presi l’autobus, mangiandomi già una buona mezz’ora per arrivare Continua a leggere