Villa Rometti (terza e ultima parte)

La leggenda della figlia del Conte veniva fuori spesso quando ci si ritrovava a parlare di storie di paura, di fantasmi, insomma di cose paranormali. Era la leggenda più famosa del paese proprio perché riguardava qualcosa che era parte del patrimonio di quella piccola comunità. Qualcosa che portava il fascino del paranormale, dell’inspiegabile, anche in quello sputo di paese.
Secondo questa leggenda, secoli addietro – nessuno sapeva con precisione quanti – Villa Rometti apparteneva ad un conte, il conte che poi diede il nome alla villa. Il Conte Rometti, appunto. Questo conte era padrone, oltre che della villa, di quasi continua a leggere…

Annunci

Villa Rometti (seconda parte)


2.
Quella sera cenai. Come al solito mia nonna mi aveva preparato un sacco di portate: un primo, due secondi, diversi contorni. Sembrava più che fossi al pranzo di un matrimonio che ad una semplice cena a casa. Mangiai tutto: mi piaceva quello che mi preparava e poi sarà stata l’estate o sarà stato il posto, ma avevo sempre appetito quando stavo da lei.
Finito di mangiare decisi di uscire e di andarmi a fumare due o tre tiri di sigaretta da qualche parte, come facevano quelli che fumavano sul serio, che fumavano dopo i pasti per “digerire”. Ma più di tre continua a leggere…

Villa Rometti (prima parte)

PROLOGO
Se non fosse successo quello che poi successe, sono sicuro che nei tempi a venire avrei ricordato quella serata come la più bella e la più fortunata della mia vita. Ma quello che non doveva succedere, successe. E quella serata, ora, la considero la più sfortunata e la più brutta della mia vita.

1.
D’estate i miei mi mandavano per le vacanze a stare da mia nonna.
La cosa non mi dispiaceva perché alla fine lei non mi dava mai noie, e non mi dava orari o particolari limiti, ero molto libero quando stavo da lei. Le importava solo che mangiassi, tanto e sempre. Alla fine di ogni estate passata da lei, ero ingrassato sempre di quattro o cinque chili. Era ossessionata dal cibo, continua a leggere…

Due stanze dopo

1.
Agli investigatori dirò che quello che avevo trovato lì, non lo avevo mai trovato da nessun’altra parte. E non si può dire che non avessi cercato: ero stato con donne, con uomini. Con donne e uomini contemporaneamente. Disperato, era andato perfino con animali, ma niente. Avevo pensato anche ai bambini, ma fortunatamente la cosa mi ripugnava.
Le avevo provate tutte: mi ero fatto continua a leggere…