L’amore è quella cosa che

i treni a vapore - magritteLa presentazione del libro era alle diciotto, in libreria. E dalle quattordici non avevo fatto che bere. Alle diciassette avevo già vomitato. Purtroppo, contrariamente a quanto mi succedeva da ragazzo, quando mi bastava dare di stomaco per riprendermi, ora l’effetto dell’alcool non passava affatto. Ma non era un problema, anzi, stavo bene così. Mi ero svuotato dentro diverse doppio malto e qualche Campari, proprio per non sentire l’ansia, e quell’appuntamento in libreria, di ansia addosso, me ne aveva messa.

Avrei dovuto presentare il libro in una delle ultime librerie rimaste in centro, quella che sarebbe sopravvissuta ancora qualche mese dopo l’apertura, cinquecento metri più in là, della Feltrinelli.
Mi aveva invitato la proprietaria della libreria, una signora sulla sessantina, dai capelli tendenti al grigio e un’aria che, un primo momento, mi aveva fatto pensare fosse Continua a leggere