Che fine hanno fatto tutti?

Certe volte Cynthia e io ci mettevamo a parlare di come andavano le cose – “a passare in rassegna la situazione”, dicevamo noi. Ma c’era pure qualche rara occasione in cui parlavamo di cose che non c’entravano per niente con la situazione. Un pomeriggio, eravamo in soggiorno e lei mi fa:
“Quando ero incinta di Mike una volta mi portasti in bagno quando ero così grassa e mi sentivo tanto male che non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. Mi ci portasti in braccio. Continua a leggere

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Siamo in agosto. La mia vita sta per cambiare. Lo sento.

Vuoi-star-zitta-per-favore-Einaudi-2012Non so se queste poche righe, contenute in Grasso, uno dei racconti contenuti in Vuoi star zitta per favore?, basteranno a farvi leggere questo libro. Beh, io, ad ogni modo, me l’auguro.

Quando mi monta sopra, all’improvviso, mi sento grassa. Sono così tremendamente grassa che Rudy diventa minuscolo e quasi non si sente più.
Be’, è proprio una storia buffa, mi fa Rita, ma mi rendo conto che mica l’ha capita.
La cosa mi deprime. Ma non mi va di spiegargliela. Le ho detto già troppo.
Lei rimane lì seduta, in attesa, si aggiusta i capelli con le dita tutte laccate.
In attesa di che? Mi piacerebbe saperlo.
Siamo in agosto.
La mia vita sta per cambiare. Lo sento.

Raymond Carver, Vuoi star zitta per favore?, Einaudi, Torino, 2012.

Il link a Vicini, un altro racconto contenuto in Vuoi star zitta per favore?: http://bit.ly/1wTq5Ue

Di cosa parliamo quando parliamo di Carver

CattedraleCarver apre la porta di una stanza e descrive un istante di una vita. Una vita qualsiasi. Di chiunque. Una vita vera. La nostra.

Per lungo tempo ho pensato che raccontare una storia fosse qualcosa che, in un crescendo, al culmine doveva esplodere. O quasi. Un po’ come quando facendo l’amore si arriva all’orgasmo.
Poi ho scoperto Carver.
O meglio, l’ho riscoperto e ho visto come può diventare un capolavoro anche la descrizione di un semplice (apparentemente banale) istante di vita. Un istante di vita a prima vista stupido, ma in realtà pieno di significato. Pieno di significato come ogni istante della nostra vita, quella che spesso, non so per quale cazzo di motivo, viviamo senza esserne consapevoli.

CATTEDRALE
Lo avevo letto 5 anni fa: m’aveva lasciato indifferente.
L’ho riletto ora: m’ha lasciato stupefatto.
Due dei racconti (a mio avviso) più belli della raccolta:
Cattedrale – http://svel.to/cv4
Una cosa piccola ma buona – http://svel.to/cv5

Nomination “LIEBSTER AWARD”

liebster awardThe Wanderer (http://thewanderer126.wordpress.com) mi ha lasciato questo commento:

“Ciao Jacopo,
Ti scrivo perché, avendo apprezzato ciò che scrivi, ho deciso di nominare il tuo blog al Liebster Award
(http://thewanderer126.wordpress.com/2014/02/09/nomination-liebster-award/): si tratta di una simpatica iniziativa di
promozione reciproca fra blog.
Nella speranza che non ti dispiaccia,
M.”

Ma come può continua a leggere…

Spaccio internazionale di bidet

Appena posso ti farò un bonifico perché, cristo, dovrà pur essere ricompensato questo tuo intenso cazzo di lavoro nei miei sogni. Ed è da un po’ che mi domando perché gli arzilli si chiamano arzilli, se arzilli non sono.
La crudeltà dei sogni.
Che saremo pure insicuri, ma abbiamo altri pregi. In vino veritas. In vino vomitas. Pensieri sparsi per un quarto di secolo.
La terza guerra mondiale si farà per Facebook. O su Facebook. Facebook, che è eroina sotto forma di byte. E i bambini, che non sono di sinistra, ma dei fascisti del cazzo. I bambini che d’inverno fanno finta di continua a leggere…