Di cosa parliamo quando parliamo di Carver

CattedraleCarver apre la porta di una stanza e descrive un istante di una vita. Una vita qualsiasi. Di chiunque. Una vita vera. La nostra.

Per lungo tempo ho pensato che raccontare una storia fosse qualcosa che, in un crescendo, al culmine doveva esplodere. O quasi. Un po’ come quando facendo l’amore si arriva all’orgasmo.
Poi ho scoperto Carver.
O meglio, l’ho riscoperto e ho visto come può diventare un capolavoro anche la descrizione di un semplice (apparentemente banale) istante di vita. Un istante di vita a prima vista stupido, ma in realtà pieno di significato. Pieno di significato come ogni istante della nostra vita, quella che spesso, non so per quale cazzo di motivo, viviamo senza esserne consapevoli.

CATTEDRALE
Lo avevo letto 5 anni fa: m’aveva lasciato indifferente.
L’ho riletto ora: m’ha lasciato stupefatto.
Due dei racconti (a mio avviso) più belli della raccolta:
Cattedrale – http://svel.to/cv4
Una cosa piccola ma buona – http://svel.to/cv5

Nomination “LIEBSTER AWARD”

liebster awardThe Wanderer (http://thewanderer126.wordpress.com) mi ha lasciato questo commento:

“Ciao Jacopo,
Ti scrivo perché, avendo apprezzato ciò che scrivi, ho deciso di nominare il tuo blog al Liebster Award
(http://thewanderer126.wordpress.com/2014/02/09/nomination-liebster-award/): si tratta di una simpatica iniziativa di
promozione reciproca fra blog.
Nella speranza che non ti dispiaccia,
M.”

Ma come può continua a leggere…

Ecco perché scrivo

E’ mentre intravedo delle briciole di pane, dei frammenti di capelli, della forfora, delle macchioline rinsecchite di sperma, un pelo rossastro del mio cane, la punta spezzata di una matita, dei minuscoli pezzi di carta, una foglia di rosmarino, una ciglia e quello che sembra proprio essere un pelo pubico, il tutto incastrato sotto i tasti del mio vecchio Acer Aspire 1642LM, che penso al motivo per cui scrivo.
Scrivo per frantumare. Frantumare tutto quello che s’è andato ad insinuare là sotto.
Scrivo perché continua a leggere…

Questione di sangue

Domenica 9 agosto h.10:30

Forse è un bene. È un bene che per un po’ di giorni lei se ne andrà via da qui. È un bene per me, è un bene per lei. Sì, deve andarsene. Via. Via da me, dai miei occhi e dal mio desiderio.

Dalla macchina, la vedo sorridermi, salutarmi e, mentre lo fa, io non riesco a non immaginarla nuda. Nuda sul suo letto, vestita solo della sua pelle rosa pallido e coperta solamente da quel suo odore dolce e caramellato.
Mi saluta e mi sorride.

Per quanto sia doloroso per me, è comunque una fortuna il fatto che continua a leggere…