Il ragazzo della stanza numero 16 (terza parte)

Dovetti lottare per resistere alla tentazione di gettare via anche quel pezzetto di carta: anche se il solo pensiero di averlo con me mi mandava fuori di testa, pensai che dovevo tenerlo per farlo vedere ai miei, come prova per dimostrare che non ero pazzo.
Neanche a dirlo, fu tutto inutile: quando tornai a casa, quando mi trovai di fronte ai miei per fargli vedere quel maledetto biglietto, non lo trovai più. Frugai un bel po’ tra le mie tasche, ma niente. Il foglio era scomparso. Risultato: anche se fecero di tutto per non darlo a vedere, feci preoccupare ancora di più i miei.

Quella sera, per stemperare l’atmosfera, mio padre ci portò tutti al luna park: me, la mamma e James. E devo dire che fu una continua a leggere…

Il ragazzo della stanza numero 16 (prima parte)

1.
L’ennesimo dottore che vuole sentire questa storia. La mia storia.
Dottori, dottori, dottori…
Ormai non so più quante volte l’ho raccontata. A quanti medici l’ho narrata. Avrebbero potuto registrarmi così avrei risparmiato tempo e fiato, ma dicono che no, non è lo stesso. Vogliono sentirla da me, dal vivo. Vogliono guardarmi negli occhi e prendere i loro cazzo di appunti mentre gli racconto di come ci sono finito qui, in questo dannato posto.
Come sono ingenuo io. Stupido. A lungo ho sperato che il dottore di turno che voleva parlarmi, lo facesse per tirarmi fuori di qua. Che fosse venuto per salvarmi, perché magari mi credeva, credeva alla mia storia, perché voleva aiutarmi. I primi tempi ci speravo sul serio. Poi, invece, ho capito che continua a leggere…