Fra qualche anno toglieranno il segreto di Stato sulla fine di alcune storie d’amore

lampioniFra qualche anno toglieranno il segreto di Stato sulla fine di alcune storie d’amore.
Gatti strabici, amori miopi. Stronzi che ci vedono molto bene.
Hamburger con cipolle che sembrano gamberetti. Ballerine belle come madonne.
In due giorni, due estranei.
E Clotilde va ad Amsterdam e quell’altra a Roma. Noi sempre qui. Tutti che ci dicono “Ciao”. Ma un giorno ce ne andremo anche noi, lontano. Saremo noi a dire “Ciao” agli altri. E quando saremo lontano ci mancherà questo posto. Forse.
Si campa. Si ‘ampa.
Qualcuno all’Hotel Mercurio, sapendo della notizia, s’è incazzato.
Fa freddo, anche se non è inverno. Pensa d’inverno. Pensa ‘st’inverno.
Ho sempre pensato che quando t’avrei Continua a leggere

Com’è l’acqua?

Pesci-rossiNon sono così intelligente da capire appieno David Foster Wallace (in realtà, forse, non lo sono affatto, e questo spiegherebbe molte cose), ma ci sono lampi di coscienza che mi colgono mentre leggo qualcosa di suo, e a me basta quello.

Questa è l’acqua

di David Foster Wallace

Trascrizione del discorso di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon College, 21/05/2005 [traduzione di Roberto Natalini]

Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college.

Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”

È una caratteristica comune ai discorsi nelle cerimonie di consegna dei diplomi negli Stati Uniti di presentare delle storielle in forma di piccoli apologhi istruttivi. La storia è forse una delle Continua a leggere

Codice VERDE (seconda e ultima parte)

(segue) E’ così orgoglioso di me che nemmeno quando mi sono diplomata con il massimo dei voti l’ho visto così contento. Stessa cosa mia madre.
Il mattino dopo, neanche faccio in tempo ad aprire gli occhi che eccoli lì intorno al mio letto, con lo stesso sorriso da ebete, tutti e due, mamma e papà.
Mia madre mi dice: Alzati, sbrigati!, e mentre lo faccio mio padre mi benda e mi ordina di non fare domande. C’è una sorpresa per te, dice. Io, bendata, mentre vengo guidata da loro, penso: Ci siamo, si sono decisi a farmi questa cazzo di macchina. Ma mi sbaglio, di nuovo. Dopo aver camminato un po’, mi tolgono la benda e mi trovo in giardino e, a tre metri da noi, attaccato ad un palo con una corda, c’è un cavallo. Un enorme continua a leggere…

MARITOzzo

Roma. 25/12/2008. Ore 18:00

Alla tv danno Edward Mani di Forbice. Un classico a Natale. Lo danno sempre.
La mia tristezza cresce.
La malinconia dilaga.
Cambio canale: c’è un presentatore, è schizzato. Dai primi piani si vede bene che ha le pupille dilatatissime. Ha gli occhi di un gatto di fronte ai fari di un auto. Il presentatore cocainomane si raccomanda col pubblico: “Siate più buoni, è Natale”.
Giro canale: cambia presentatore, ma è chiaro che ha lo stesso vizio del collega. Anche lo slogan è uguale: “Siate più buoni, è Natale”.
Natale, Natale, Natale… continua a leggere…