Carver apre la porta di una stanza e descrive un istante di una vita. Una vita qualsiasi. Di chiunque. Una vita vera. La nostra.
Per lungo tempo ho pensato che raccontare una storia fosse qualcosa che, in un crescendo, al culmine doveva esplodere. O quasi. Un po’ come quando facendo l’amore si arriva all’orgasmo.
Poi ho scoperto Carver.
O meglio, l’ho riscoperto e ho visto come può diventare un capolavoro anche la descrizione di un semplice (apparentemente banale) istante di vita. Un istante di vita a prima vista stupido, ma in realtà pieno di significato. Pieno di significato come ogni istante della nostra vita, quella che spesso, non so per quale cazzo di motivo, viviamo senza esserne consapevoli.
CATTEDRALE
Lo avevo letto 5 anni fa: m’aveva lasciato indifferente.
L’ho riletto ora: m’ha lasciato stupefatto.
Due dei racconti (a mio avviso) più belli della raccolta:
Cattedrale – http://svel.to/cv4
Una cosa piccola ma buona – http://svel.to/cv5
Oggi, come da dodici anni a questa parte, il mio cane doveva andare di corpo. Così ho preso il guinzaglio e uno stupido sacchetto raccogli-merda, ho ingoiato la mia quotidiana pasticca di Sertralina e ho portato Vincent a fare un giro dell’isolato.
The Wanderer (
Racconto della serie #ScrittoTantoTempoFa
Racconto della serie #ScrittoTantoTempoFa
Racconto della serie #ScrittoTantoTempoFa
Racconto della serie #ScrittoTantoTempoFa, rientrante nella sotto categoria #IlMioPrimoRaccontoDelCazzo

