E venne il lampo e poi il tuono

Magritte - Hegel's holidayOggi, come da dodici anni a questa parte, il mio cane doveva andare di corpo. Così ho preso il guinzaglio e uno stupido sacchetto raccogli-merda, ho ingoiato la mia quotidiana pasticca di Sertralina e ho portato Vincent a fare un giro dell’isolato.

Tornando a casa siamo passati davanti a una casa che sta sulla mia stessa via, ma dal lato opposto. Da casa mia disterà sì e no cinquecento metri. Ha un cortile davanti e anche un giardino ben curato con ficcate per terra una decina di quelle lampade che si caricano con la luce solare e che, di notte, illuminano poco o niente. Prima ci abitava una vecchia che continua a leggere…

Nomination “LIEBSTER AWARD”

liebster awardThe Wanderer (http://thewanderer126.wordpress.com) mi ha lasciato questo commento:

“Ciao Jacopo,
Ti scrivo perché, avendo apprezzato ciò che scrivi, ho deciso di nominare il tuo blog al Liebster Award
(http://thewanderer126.wordpress.com/2014/02/09/nomination-liebster-award/): si tratta di una simpatica iniziativa di
promozione reciproca fra blog.
Nella speranza che non ti dispiaccia,
M.”

Ma come può continua a leggere…

Batman e Catwoman

Gli Amanti - Magritte

Racconto scritto insieme a Fabrizio B.

“Quinto: non commettere atti impuri”: ricamato dalle amorevoli e severe mani di mia madre sta lì, in una cornice d’ebano, sulla parete di fronte ai piedi del letto. Riassume in poche lettere la mentalità da Vecchio Testamento dei miei genitori, gente che ha mandato mia sorella Florentina a trascorrere le vacanze estive da una nostra zia suora solo per averla sorpresa in intimità prematrimoniale col fidanzato. Troppo scandalo per una famiglia osservante e bene in vista nella nostra diocesi, l’esatto opposto del nostro giovanissimo parroco Don Michelino, moderno, progressista, sostenitore della continua a leggere…

Illegal

Magritte - The TherapistRacconto della serie #ScrittoTantoTempoFa

Ad Aldo, Roberta e Rudra

 

Non so perché lo feci. Ad oggi non ho ancora una spiegazione precisa. Forse la noia. Forse la rabbia. Forse volevo solo prendermeli un po’ per il culo, vedere fino a che punto sarebbero arrivati.
Forse è la mia stupida passione per la sociologia che mi fa fare questi esperimenti. Mi piace vedere fino a dove può arrivare l’idiozia umana e, credetemi, dai miei studi, posso dire che arriva davvero lontana.

1.

Non fu difficile.
Su Internet trovi di tutto. Si vende di tutto. Potresti anche trovare qualcuno che vende la propria madre.
Erano diversi i siti tra cui scegliere: la maggior parte olandesi, ovviamente. Ottime riproduzioni, prezzi abbastanza ragionevoli.
Scelsi, pagai online ed attesi.
Dopo dieci giorni arrivò il pacco. Era gigantesco, sembrava che dentro ci fossero tre televisori da quarantadue pollici. Lo aprii: continua a leggere…

L’Alieno

Magritte - La corda sensibile (L'ALIENO)Racconto della serie #ScrittoTantoTempoFa

Era una sera d’estate. Afosa, calda ed appiccicosa. Una di quelle sere in cui l’afa che soffoca a mezzanotte, è uguale a quello del mezzogiorno.
Me ne stavo a pesca in un lago, a qualche chilometro da casa.
Non ero solo, ero con Giovanni che, dopo varie salsicce arrosto, vari bicchieri di vino e varie canne, era crollato in un sonno profondo. S’era addormentato, e m’aveva lasciato solo, mezzo ubriaco e fumato, con i miei di pensieri. I miei cazzo di pensieri grigioscuro: alla maturità m’avrebbero bocciato quegli stronzi? Quella stronza di Miriam mi cagherà mai? Quello stronzo di mio padre quando si deciderà a lasciare la badante di mia nonna?
Tutto era immobile e silenzioso. Nessun filo di vento a portare un po’ di fresco. Nessuna increspatura dell’acqua. Nessun movimento dell’asticella fluorescente fissata sul galleggiante per vederne i movimenti di notte.
Le stelle erano ferme al loro posto, nessuna accennava a cadere.
Solo io continua a leggere…

Compro Oro

René Magritte - The ExplanationRacconto della serie #ScrittoTantoTempoFa

Era la festa della mamma, ma il regalo lo fece lei a me.
Beh, sarebbe più onesto dire che me lo presi da solo. Un prestito diciamo, solo che lei non ne era al corrente. Appena trovo un lavoro, mi dissi, le restituisco tutto. Certo, non quello che mi ero preso. Sarebbe stato impossibile: era una catenina d’oro, probabilmente un regalo della sua comunione, o di qualche altro stupido rito cattolico, non so. Certamente una volta barattata per soldi, sarebbe andata persa per sempre. No. Non le avrei restituito la stessa catenina, ma una uguale, magari qualcosa preso al reparto bigiotteria del negozio dei cinesi sotto casa. A mia madre piaceva tanto la bigiotteria.

Entrai in quei negozietti che fuori hanno la scritta “Compro Oro”. Ricettatori legalizzati.
Non era la prima volta che continua a leggere…

In Cuor Suo

René Magritte - Colpo al cuoreRacconto della serie #ScrittoTantoTempoFa, rientrante nella sotto categoria #IlMioPrimoRaccontoDelCazzo

1.
L’ispirazione arriva così, quando meno te l’aspetti.
Come trasportato da un soffio di vento qualcosa dentro si accende ed ecco la soluzione ad un problema, il soggetto per un film, l’idea per un romanzo e mille altre cose.
Questa cosa Luca la sapeva bene. Il più delle volte, le belle idee da scrivere lo venivano a trovare quando era in giro, quando stava in mezzo alla gente. Qualcosa dentro di lui stava lì in un angolino e mentre interagiva con il mondo esterno, continuava a pensare come se fosse un essere a sé. Questo qualcosa filtrava la realtà con quello che provava, vedeva e sentiva, lo impastava con quelle che erano le sue emozioni, paure, gioie, dolori ed esperienze, e sempre quel qualcosa continua a leggere…

Odore Forte

Rene Magritte - Baucis LandscapeQuando quell’odore gli si ficcò nel naso, i suoi occhi si spalancarono. In un attimo venne catapultato dalla finzione del sogno che stava facendo alla realtà della sua camera.
Inspirò da sveglio: odore forte, molto forte su per le narici. Trattenne un conato.
Con la faccia ancora tutta storta dal disgusto, Federico poggiò i piedi sul pavimento e, scocciato, si trascinò fuori dal letto. Si guardò intorno, come se fosse in cima a una torre, poi tornò giù. Frugò le mani tra le coperte. Niente. S’inginocchiò e, poggiando la tempia sul pavimento, guardò sotto il letto. Niente. Annusò le ciabatte e anche l’acqua nel bicchiere sul comodino: niente. Non c’era nulla che potesse dare un significato, anche stupido, a quell’odore, un odore così potente da poter essere considerato puzza. Ma cos’era? continua a leggere…