Scese in fretta le scale, senza fare rumore con i piedi scalzi. Seguì Brett in cucina. Indossava solo i pantaloni del pigiama di colore celeste, con i lacci bianchi di cotone che gli pendevano dalla vita poco sotto il cavallo. Anche se non si era ancora a metà dell’estate, era già molto abbronzato perché era scuro di carnagione, proprio come suo padre.
Si fermò sulla soglia a osservare il suo profilo illuminato da quella stessa luce brillante e rarefatta del mattino sereno. Lo vide cercare lentamente lungo lungo la fila di pensili sopra il fornello, il piano della cucina e il lavello. Aveva il cuore pieno di meraviglia e di paura. E’ bello, pensò. Tutto quello che c’è di bello, o per meglio dire che c’era, in noi, adesso è in lui. Fu un momento che Continua a leggere
Che fine hanno fatto tutti?

Certe volte Cynthia e io ci mettevamo a parlare di come andavano le cose – “a passare in rassegna la situazione”, dicevamo noi. Ma c’era pure qualche rara occasione in cui parlavamo di cose che non c’entravano per niente con la situazione. Un pomeriggio, eravamo in soggiorno e lei mi fa:
“Quando ero incinta di Mike una volta mi portasti in bagno quando ero così grassa e mi sentivo tanto male che non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. Mi ci portasti in braccio. Continua a leggere
Il mio cane non ha mai capito un cazzo

“alla fine cosa avremmo da dirci
se anche da estranei siamo comunque meglio dei nostri amici”
Ti augurerei il male – L’orso
Mio fratello non sta bene. Non sta bene per niente. Mia madre è una vita che dice che gli manca qualche rotella. Non lo so. Quello che so è che è pieno di fisse, da sempre.
Da piccolo non mangiava nei piatti, metteva il cibo direttamente sul tavolo e mangiava lì. Poi aveva un amico immaginario di nome Bob che, stando a quello che diceva lui, aveva sui quarant’anni, i capelli lunghi e grigi e viveva nei boschi. Poi c’è stata la fase in cui si faceva i tagli sulle braccia, quella in cui non dormiva perché era convinto che qualcuno, nel sonno, lo avrebbe soffocato. Quella delle scie chimiche. E tante altre fasi di follia.
L’ultima è quella degli alieni. Sono giorni ormai che non fa che ripetere a tutti: “Loro stanno arrivando. Sei pronto?”. E per “Loro”, ovviamente, intende Continua a leggere
Una fottuta e parzialmente spiegabile voglia di noci
La ragazza sta con le sue due amiche seduta sui divanetti del locale. C’è un gruppo sul palco, è la prima band di un contest cui partecipano altri gruppi locali. Il cantante di questa band scimmiotta qualche cantante famoso, però alla ragazza non viene in mente chi. E’ pieno di sé il cantante, davvero troppo. Ci crede tantissimo, quel tantissimo che poi storpia.
La ragazza sta tra le sue due amiche. Sta nel mezzo. Sta bevendo una birra media alla spina. E’ leggermente brilla, perché quella è la seconda doppio malto che si beve. E lei in pratica è Continua a leggere
Che fotografandola nessuno mi avrebbe creduto

E non ci resta che scoppiare a ridere a dirotto. E quando ci incontriamo fare finta di non vedersi e poi spararsi alle spalle
ma con l’amore necessario a fare passare la pallottola da una parte all’altra senza sfiorare nessun organo vitale.
V.B.
Stanotte ho sognato tuo padre. Tuo padre e il tuo cane. Eravamo nella parte alta della città. Io venivo dai giardinetti pubblici, quelli con gli ippocastani e con la fontanella coi pesci dove una volta, da bambino, ci caddi dentro.
Io venivo da lì, mentre tuo padre e il tuo cane venivano dalla parte opposta. Tuo padre m’ha salutato, mentre il tuo cane prima m’ha ringhiato, poi è tornato a fare i cazzi suoi annusando le pisciate a base di feromoni degli altri cani. Indifferente.
Tuo padre mi ha chiesto come stavo. Bene, ho detto, e tu? Bene, mi ha risposto.
Siamo rimasti un po’ in silenzio. Il tuo fantasma girava Continua a leggere
Aromatizzato alla mela
Stasera nel salotto di Quantix parlano di sesso dopo gli ottanta anni.
Adoro questo talk show. Adoro tutto questo parlarsi addosso senza dirsi nulla, senza arrivare a nulla.
Il presentatore chiede ad un dottore tutti i tipi di rimedi che ci sono per avere un’erezione durante la terza età. E il dottore li elenca.
Sembra che adesso vada per la maggiore una protesi idraulica che ti impiantano nel pene, e che ti permette di gonfiarlo quando ti pare. Ti fuoriesce dall’inguine, o comunque da quelle parti lì, una pompetta a mano simile a quella dell’apparecchio per misurare la pressione. Solo un po’ più piccola. Più discreta. Premi questa pompetta e il tuo cazzo si gonfia. E si sgonfia quando lo decidi tu. Erezioni quasi perpetue, e senza le controindicazioni che danno farmaci vasodilatatori o iniezioni di papaverina sul glande, dice il dottore.
In studio c’è Continua a leggere
The Pupa
1.
My wife is a damned workaholic.
Of course she had not always been like this. She was a tranquil and well balanced person until about a year ago. She had always been very studious before and then she became very hardworking, but in any case she had always managed to respect the borders between private life and professional life. However since we have received the results of certain tests, everything changed. Those borders have been once and for all crushed and now, my wife lives for her work. Continua a leggere
Il manuale del contorsionista – Craig Clevenger
“Quando si è innamorati, il cervello secerne delle endorfine che entrano in circolo. La morfina organica cola da una ghiandola ed entra nel cranio: fa lo stesso effetto di uno sballo da oppio a bassa intensità. C’è chi confonde le due cose, lo sballo e l’amore. Crediamo di essere innamorati di una persona, e invece siamo innamorati di una siringa. La pelle come seta, i capelli, gli occhi, la risata, il sorriso, gli impulsi, la fiducia, le confidenze, le curve, il profumo, tutto bene: ma è sempre una siringa. Sei flippato e incastrato, e ben presto arriva il momento in cui ne vuoi sempre di più: matrimonio, carriera, mutuo, bambini, Continua a leggere
Alla gastronomia serviamo cuori sbrindellati, fiori di zucca fritti e i maglioni lunghi dei nostri padri
Ad ogni modo, in qualche modo, ci stiamo parlando. La telepatia è ancora in garanzia.
I proventi dello spaccio internazionale di bidet ci hanno mantenuto. Per un po’.
Sbircerò nella tua vita, ma lo farò da dietro le dita della mano, come quando da piccolo guardavo i film di paura.
Il tuo interesse per le mie colazioni scarse. Il Rio Argento ora è di piombo.
Su Tripadvisor ho lasciato scritto che sono stato molto bene, davvero.
Il silenzio negli ospedali di notte, per non dar noia alla Morte. L’indecisione come decreto legge. La tua invidia per i capelli rossi.
Quello dei Nobraino si crede stocazzo. Ma un po’ tutti del resto. La Scozia ora invidia la tua indipendenza. Come ti trovi a Spoleto Est? C’est Camille.
Un giorno abbiamo smesso di progettare e Continua a leggere